Álvaro Cerri fala sobre si mesmo

PRIMEIRA APOSTA
05/07/1968 - 05/07/2018
50º do trabalho
7 como açougueiro
43 como um restaurateur referido
30 como cozinheiro.
Acima de tudo, a cozinha é um lindo amor.

a primeira escola, depois do ensino médio, estava em Melzo: instituto profissional de indústrias alimentícias - uma excelente escola dirigida pela faculdade veterinária de Milão - 60 meninos de toda a Itália em busca de uma boa oportunidade para todos os futuros açougueiros; agora entre eles temos médicos, psicólogos, gerentes de fábrica e consultores de negócios de alto nível e .........
Nós nos encontramos novamente recentemente estamos ainda amarrados como um mês se passou.

SECONDA PUNTATA
Che cosa è rimasto della scuola di alimentaristi di Melzo? Una fame di sapere quasi insaziabile. A quel tempo la scuola includeva, oltre alle ore in classe, anche giornate intere passate o nel salumificio galbani o nei reparti di macellerie dei supermercati di Milano, i quali negli anni Sessanta chiudevano nel pomeriggio. Io passavo il tempo nella libreria Dell università, settore veterinaria, acquistavo libri di chimica o fisiologia animale li leggevo e rileggevo, cercando di approfondire il programma della scuola. Questa fame di sapere mi accompagna tutt'ora.
TERZA PUNTATA
La scuola di Melzo ha procurato a tutti gli allievi, lo stesso giorno del diploma un posto di lavoro; per quei tempi 63000 lire al mese erano molti.
Fare il macellaio aveva due grandi vantaggi: il primo era lo stipendio, il secondo era che il lavoro era strettamente manuale; questo mi ha permesso di affrontare la sfida che considero più impegnativa della mia vita. Volevo fare il liceo scientifico e volevo diplomarmi al Calini e lo volevo fare in tempi rapidi. Primo problema: non esistono licei serali, quindi me lo devo inventare; alcune materie le studio da solo, altre vado a lezioni private. Per tre anni studiavo almeno 8 -10 ore al giorno e dopo tre anni mi presento da solo non presentato da alcuna scuola privata all'esame di maturità: correva l'anno 1971.

QUARTA APOSTA
Contar três anos em cinco palavras não é fácil, então três anos significam:
  • nunca saia uma vez com amigos - que se perguntam o que aconteceu com você -,
  • significa ter dúvidas sobre o sucesso do projeto,
  • significa que em sua casa, na véspera de Ano Novo, seu irmão e seus amigos celebram e você isolou a porta do quarto para não ouvir e está estudando.
Mas não pense que estes foram sacrifícios, porque não é assim; Eu não tinha nem nostalgia nem nada, apenas fiz e adorei fazê-lo.

QUINTA PUNTATA
L'esame di maturità per me si è svolto così: ho fatto gli scritti con tutti gli altri e poi, prima di sostenere l'esame vero e proprio, ho sostenuto un Preesame di tutte le materie per gli anni precedenti; questo mi ha consentito di accedere agli orali. Alla fine una caldissima sera di un sabato, mentre uscivo dal supermercato e mi avviavo al pullman, ho incrociato il professore che mi dava lezioni di matematica, il quale gesticolava ed ad alta voce diceva: "pazzo, pazzo, ma ce l'hai fatta" - solo la nascita di mia figlia mi ha dato un'emozione più forte. Un'impresa eccezionale, come scalare una vetta altissima.
Il pullman per andare da Brescia a Castenedolo non ha impiegato la solita mezz'ora, ma per me 5/10 ore.

SESTA PUNTATA
Era il momento di decidere cosa avrei fatto da grande sono ed ero consapevole delle mie inclinazioni di ciò che amavo fare: l'arte, l'arte, l'arte era quello che sentivo avrebbe dovuto essere il mio futuro, ed invece, io scelgo matematica; un controsenso apparente soprattutto perché sapevo benissimo di non essere un matematico, ma solo di amare molto la matematica. Dipingere sapevo l'avrei fatto sempre, ma la matematica se non la studi non la imparerai mai e così ho fatto.
....Storiella relativa al mio amore per l'arte....
In quegli anni ero stato colpito, folgorato, travolto da una ragazza, ma davanti a lei rimanevo impacciato, goffo, smaniavo per lei, ma tranne qualche abbraccio non riuscivo a fare né tanto meno a dire. Scopro che la casa del giovane organizza in viaggio a Firenze, allora anch'io vado. La prima volta il bus ferma davanti alla chiesa e battistero, io resto incantato. 50 ragazzi passano la giornata insieme a ridere e scherzare ed io, da solo, tutto il giorno a vedere Firenze e perdo per sempre la ragazza l'arte ha vinto.
Questa la mia “follia"!

E Poi è arrivata LEI.....Mirto
Primo anno di università, mensa universitaria presso il lussuoso e prestigioso ristorante Augustus, settore riservato agli studenti. A tavola un’amica mi presenta questa ragazza, un nome strano quasi maschile, ma che contrasta con un aspetto minuto molto intrigante.
Se la stava prendendo con il cameriere che, probabilmente abituato ad una clientela di alto livello, ci snobbava e maltrattava un poco, in quell'occasione ha subito dimostrato il carattere, ha augurato al cameriere che portava una fila di piatti di "cadere lui e i suoi piatti" - questo è accaduto immediatamente.
Ho visto tutto: femminilità, forza, determinazione ed implicita, ma molto evidente, anche se molto velata, una carica sessuale. Era fatta!


SETTIMA PUNTATA
Tre anni successivi nulla di notevole studio esami come migliaia di altri finché mio padre e mio fratello hanno un'idea brillante:
Loro - "apriamo un ristorante e tu che sei un macellaio ci aiuti"
IO - "veramente io come sapete vorrei laurearmi"
Loro - "il tuo sarà un impegno parte time"
IO - "allora va bene"!
Ma devo anche fare il militare, così parto e quando torno mio fratello si ritira.
Non ho mai potuto abbandonare i miei genitori che, senza di me, non avrebbero potuto continuare; così gli esami non si fanno o vanno male. Il ristorante faceva 600/700 persone ogni fine settimana; l'improvvisa disponibilità di danaro non compensava la sensazione di malessere.
Per 5 anni ho studiato piano, che ho molto amato e compensava il dispiacere, tutto così finché non sono entrato in cucina e allora tutto è cambiato.

OTTAVA PUNTATA
Dai tempi del liceo a quando sono diventato padre, e cioè per almeno 12 anni, pareva che in me il colore fosse scomparso. Ricordo che per un lungo periodo mi trovavo con Enzo Gazic, Antonio Padula e Maurizio Margaroli nell'atelier di quest'ultimo per dipingere insieme; io me ne stavo lì davanti alla tela con i colori e pennelli senza riuscire a fare nulla, non so quale fosse la causa, ma così era.
Quando ho saputo che sarei diventato padre tutto è cambiato. Ho dipinto tre intere pareti della camera che sarebbe stata di mia figlia e quasi per magia il colore era tornato.

NONA PUNTATA
Molte persone lo dicono: “la pittura e cucina sono affini” ed è vero, hai la possibilità di dire quello che sei, se non ti fai abbagliare dalle mode o dal desiderio di compiacere giornalisti o recensori; allora puoi provare un piacere enorme, sia che questo ti porti al successo oppure no. Provi un piacere intimo solo tuo, e se per caso sarai anche compreso, allora la tua vita avrà un senso. È così che io vivo queste mie attività

DECIMA PUNTATA
Secondo me i modi per concepire la vita sono solo due: il primo è quello della consapevolezza: sappiamo di essere parte di un universo che ha come unità di misura di spazio l'anno luce e come parametro di tempo i milioni di anni; allora tutto il quotidiano: il valore delle cose, del denaro, dei debiti e dei crediti acquista un valore molto diverso meno fondamentale solo personale.
Del secondo modo ne parlo nella prossima puntata

UNDICESIMA PUNTATA
È un autoritratto spirituale ed è collegato alla decima puntata.
Il secondo modo di concepire il nostro mondo è quello della fede, non importa in cosa, religiosa, filosofica. Tutto risulta chiaro e soprattutto, certo. Purtroppo, o per fortuna, per me non è così nel quotidiano e costantemente ho presente le dimensioni di spazio e tempo di cui ho parlato nella decima, ma al contrario di quanto si possa pensare, questa consapevolezza mi ha sempre spinto ad amare il più intensamente possibile lavoro, pittura e tutte le cose che lì ho rappresentato in quell'autoritratto spirituale.

DODICESIMA PUNTATA
Poiché il sostituto di mio padre, Maurizio Gambarri non vuole andare in Francia, dove lo voglio mandare per uno stage, decido di andare io; così alla tenera età di 40 anni divento da ristoratore a cuoco. Il metodo che ho imparato, quando facevo il liceo, lo applico in cucina, molto studio e molta sperimentazione, un doppio volumetto di Bocuse, lo leggo e rileggo e rileggo ancora. Dopo un mese che sono in cucina, arriva Vizzari ed un modesto 13 ventesimi, dopo 12 mesi esatti 15 ventesimi con sorprendente e meraviglioso MIGLIORE Emergente di Brescia e provincia. Ho ringraziato il dottor Vizzari per quel titolo, credo mai abbastanza, lo faccio oggi pubblicamente.

TREDICESIMA PUNTATA
L'entrata in cucina, come ho raccontato, segna l'inizio dell'avventura del ristorante La Casa di Bedizzole. Quelli furono anni straordinari, ogni giorno un progresso, ogni giorno un’esperienza esaltante. Improvvisamente da operatori sconosciuti (io e mia moglie Mirto), diventiamo oggetto di curiosità e di interesse da parte di stampa ed addetti ai lavori. Mi viene chiesto da Mauro Piscini di entrare nelle Mete: un grande onore per me, un riconoscimento da parte di colleghi di grande talento. I ristoranti del gruppo erano: Miramonti L’Altro, Il Gambero, L'Esplanade, le Maschere, La Piazzetta, Il Leon d'oro, La Casa, Il Capriccio ed Il Fiordaliso......un gruppo di veri amici!
QUATTORDICESIMA PUNTATA
Uno dei piatti che mi hanno consentito di fare quel salto qualitativo è stato sicuramente Tortelli di pernice con salsa al tartufo
Ecco la ricetta
Ripieno :6 persone.
2 pernici pulite ed eviscerate
10 di carne bianca (pollo maiale).
1 bottiglia di vino rosso non troppo giovane, rosmarino, aglio, 2 spicchi, 2 carote, 2 coste di sedano, 1 cipolla media, 5 bacche di ginepro, 5 chiodi di garofano, sale, pepe, olio evo, pan grattato, parmigiano grattugiato, brodo di carne q.b.
Disossare le pernici tritare le due carni con tutte le verdure ed il fondo di cottura filtrato aggiungere il pane ed il formaggio terminare con il brodo.
SALSA: burro al tartufo bianco parmigiano, timo fresco Procedimento preparare dei ravioli con pasta fatta con 400 di farina e 4 uova. Cuocere i ravioli e metterli in un sauté con il burro, importante che sia freddo, versare i ravioli e saltare il tutto aggiungendo del parmigiano in modo che il tutto risulti legato. Se avrete la possibilità una grattata di tartufo bianco sarebbe il massimo, ma non indispensabile.

QUINDICESIMA PUNTATA
Mi piace parlare di cucina e poi della mia storia e poi di pittura sono solo sorpreso che questo possa interessare a qualcuno.
Un amico un giorno mentre si chiacchierava mi dice" dovresti scriverle queste cose " e quindi ecco qua. Con questo quadro ho voluto rappresentare tutto quello che sono e che amo progetto ambizioso forse un quadro non basta. le dimensioni del quadro sono 1,20 m per 70 cm c'è quasi tutto di me

SEDICESIMA PUNTATA
Io non faccio ritratti,
Sono partecipe, quasi mio malgrado, di un miracolo;
Il miracolo è che questi uomini e donne vengono da me.
La mia mano li porta,
La mia mano, come se fosse separata da me,
La mente non partecipa,
È solo testimone,
Un testimone, ogni volta sorpreso.
Sorpreso del fatto che LUI sia venuto da me,
Che LUI mi guardi
E dica
Eccomi
Sono qui

DICIASETTESIMA PUNTATA
Questo è un particolare del mio quadro che definisco autoritratto,
quello in basso sono io pur non essendo io.
Negli anni cinquanta eravamo ,noi delle case popolari, meglio dette CASE FANFANI eravamo tutti nella stessa fiorente situazione finanziaria ,poveri.
Potremmo dire poveri ma felici ed in parte è vero ,ma sicuramente è in quegli anni che è nata in me ed in molti altri un sano desiderio di riscatto a quei tempi non avevo mai i libri di testo ed allora andavo a casa di Sergio o di Danilo per studiare per questo ora ho più di 2000 libri non tutti letti ma la gran parte si quindi il mio desiderio di rivalsa non è stato danaro ma libri, libri, libri, libri…

DICIOTTESIMA PUNTATA
Non sono più così oggi, ma lo sono stato. Qualcuno si vergogna di certi incidenti di salute, non io che sempre nella vita ho cercato il lato positivo di ogni cosa.
Quale può essere il lato positivo di un melanoma? lo dico subito...
Uno, come me, non ha mai avuto malattie per tutta la vita, pensa o crede di durare per sempre; invece da una macchiolina insignificante arriva il senso del limite. E poiché non ho mai dedicato il tempo che avrei voluto alla pittura, pensando "lo farò" la malattia TI dice "fallo e fallo subito"; così per 6 anni ho rinunciato alla mia altra passione: LA CUCINA. Ho prodotto più di 150 tra disegni e quadri e mai ho fatto scelta migliore, anche se il mio ristorante IL MIRTO è stato chiuso per sei anni e solo da due anni ha ripreso l'attività.
Quindi se finalmente mi sono dedicato alla pittura è merito della malattia. Ecco il lato positivo!

DICIANNOVESIMA PUNTATA
Qui il ritratto non era finito ma lo uso come spunto per l'INCOMPLETEZZA
PENSIAMO AD ALCUNE COSE LE PIÙ BANALI:
FARE LA SPESA, GUIDARE ASCOLTANDO MUSICA, BACIARE, ABBRACCIARSI....
Cose normali, di quotidianità.
Ma io non riesco a non pensare che, miliardi di anni luce di distanza da noi, due ammassi di galassie hanno impiegato milioni di anni per scontrarsi è produrre la MATERIA OSCURA; La Chiamano così perché non sanno cosa sia.
Io credo che, se questo non ci riguarda da vivi o da morti, allora noi non siamo nulla.
Riflettete su questo, quando litigate per SALVINI O RENZI.
Noi siamo parte di questo, e prima o poi spero che essere parte del tutto, il vero tutto, quello che la nostra piccola mente non riesce a raccogliere, ci riguardi.